presenta
C’è una luce che attraversa la feritoia della cabina di proiezione e trasforma la scuola in uno spazio di racconto. Da quella luce nasce Scegliere le immagini, le parole, un progetto di continuità che ha coinvolto l’intero Istituto: i piccoli dell’Infanzia, i bambini e le bambine della Primaria, i ragazzi e le ragazze della Secondaria.
È, prima di tutto, il frutto di una comunità scolastica che ha scelto di credere nell’educazione all’immagine. Docenti, studenti, famiglie e personale della scuola hanno lavorato insieme, sostenuti dal fattivo e convinto appoggio della Dirigente Scolastica, che ha accompagnato ogni fase del percorso mettendo a disposizione spazi, risorse e una visione di scuola aperta, inclusiva e partecipata.
Il progetto si inserisce pienamente nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (legge 220/2016), promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme al Ministero della Cultura. Il sostegno delle istituzioni governative ha rappresentato molto più di un finanziamento: ha riconosciuto il valore pedagogico del linguaggio audiovisivo e ha offerto alla nostra scuola un orizzonte progettuale entro cui crescere, sperimentare e consolidare la propria identità educativa.
Le radici di questo cammino risalgono al 2016, quando abbiamo avviato il recupero della Sala Cinema della scuola, un luogo carico di memoria e significato. Riqualificarla ha significato riportare alla luce un tassello prezioso della storia dell’istruzione italiana, testimone dell’importanza attribuita al teatro e al cinema fin dalle prime scuole del Regno d’Italia. Grazie al progetto REMO, vincitore dei bandi promossi dal MiC e dal MIM nell’ambito del piano CIPS, quello spazio è tornato a essere patrimonio vivo, quotidiano, a servizio dei più giovani e del territorio.
Oggi la luce che attraversa la “feritoia” della cabina di proiezione non è solo un fascio luminoso: è la metafora viva di una scuola che si è riappropriata di uno strumento pedagogico potente, capace di formare, emozionare e creare connessioni.
Il filo conduttore del progetto è stato il tema dell’autenticità delle immagini, tra finzione e documentario. In un’epoca dominata dalla sovrabbondanza visiva, educare i ragazzi a riconoscere il vero, a distinguere la finzione poetica dalla contraffazione ideologica, significa dotarli di strumenti critici fondamentali per orientarsi nel mondo.
Da anni la nostra scuola ha scelto di coltivare una didattica aumentata attraverso l’arte, sperimentando percorsi capaci di coniugare creatività e pensiero critico.
Il linguaggio cinematografico, nel nostro percorso, è anche educazione etica all’immagine. La generazione automatica delle immagini rende sempre più sottile il confine tra vero e falso; per questo riflettere sull’autenticità visiva è diventato imprescindibile. Nei laboratori, il confronto tra cinema e intelligenza artificiale ha fatto emergere l’irrinunciabile calore dell’imperfezione umana rispetto alla simmetria algoritmica della macchina.
Da questa riflessione siamo arrivati alle fiabe, territori narrativi in cui verità simbolica e invenzione convivono da sempre. Attraverso laboratori creativi, i bambini e le bambine hanno interrogato i racconti classici, riconoscendone valori, stereotipi e possibilità di trasformazione. Attualizzare una fiaba ha significato promuovere inclusività, parità di genere e nuovi modelli di protagonismo: personaggi capaci di condurre la storia verso la sua risoluzione grazie alle proprie capacità, senza dover essere necessariamente salvati.
Questo percorso non è un episodio isolato, ma una storia cresciuta nel tempo attraverso progetti riconosciuti e sostenuti dai bandi ministeriali, tutti pienamente inseriti nelle linee guida del Piano Nazionale Cinema per la Scuola: REMO (2016/17), Il cinema in tasca (2018/19), Questa non è una pipa (2020/21), Festival dei ragazzi (2021/22), A me gli occhi (2022/23), Cerca l’orizzonte (2024/25), Scegliere le immagini, le parole (2025/26).
Nemmeno la pandemia da COVID-19 ha interrotto questo cammino: il laboratorio di cinema è anzi diventato uno strumento fondamentale per mantenere vivo il legame con la scuola e con i compagni, rafforzando la dimensione comunitaria e affettiva dell’apprendimento.
Il desiderio di proseguire nasce da una duplice esigenza: da un lato la richiesta spontanea degli studenti, protagonisti attivi e spettatori entusiasti dei progetti precedenti; dall’altro la volontà di usare il cinema come lente critica per decodificare i segni del presente. Anno dopo anno la partecipazione è cresciuta, insieme alle aspettative. Nella nostra scuola i “ragazzi del cinema” sono ormai un’identità riconosciuta: usano lo smartphone non più solo per scorrere i social o scattarsi selfie, ma per inquadrare, girare, dirigere.
Imparano così a immaginare la realtà attraverso sequenze di immagini, trasformando gli spazi scolastici in set narrativi: un’aula può diventare un salotto, il cortile un bosco, la scala una trincea. Tutto è possibile, se guardato attraverso l’obiettivo con intenzione e consapevolezza. L’obiettivo è stato anche creare consapevolezza rispetto all’uso dello smartphone.
L’età scolare è quella in cui spesso insorge il bullismo, che da fisico diventa digitale; ma è anche l’età in cui si forma la consapevolezza della propria immagine, si anticipa l’ingresso nel mondo dei social e ci si avvicina a una narrazione della quotidianità non solo soggettiva, ma anche sociale.
In un tempo in cui le immagini sono diventate il codice dominante della comunicazione, è nostro dovere — come educatori — accompagnare i ragazzi nella comprensione critica e affettiva di questo linguaggio. Insegnare a guardare è, oggi più che mai, un atto educativo profondo. E il cinema è, per eccellenza, un’arte che si impara facendo: con le mani e con il pensiero critico.
Durante i laboratori sono stati realizzati sei cortometraggi. Ciascuno racconta una diversa forma di apprendimento: la scoperta della narrazione, l’uso consapevole della tecnica, la collaborazione, la responsabilità e la capacità di riconoscere gli stereotipi per superarli.
Ideazione e realizzazione: Elisa Lipizzi, Elena Banci
Animazioni e montaggio: Valeria Bisconti
Voce narrante: Alessandro Ferraro
Progetto coordinato da: Associazione Variabile
Con i disegni di:
Remo Aglietti, Aurora Baldarelli, Vittoria Buonauro Fontanarosa, Javaneh Cavaliere, Giulio Fiorenza, Tommaso Germano, Viola Maria Greco, Sara La Rovere, Francesca Lapadula, Ausaf Mohammad Foiz Nur, Adriano Nobilia, Gabriele Orlando Urso, Dario Ortenzi Longo, Leonardo Pepe, Giulia Perrone, Maia Pultrone, Caterina Romano, Lyla Jane Spagnuolo, Sofia Tramonte, Romeo Turci, Sveva Valentini, Ettore Vinci
Ideazione e realizzazione: Elisa Lipizzi, Elena Banci
Animazioni e montaggio: Valeria Bisconti
Voce narrante: Alessandro Ferraro
Progetto coordinato da: Associazione Variabile
Con idisegni di:
Daniele Campioni, Anita Carlotto Antonucci, Sofia Cora, Federico Durante, Giulia Luciani, Gael Antuan Oyola Galvez, Barbara Pacifico, Edoardo Ponti, Matilde Scaldaferri, Sibilla Severo Da Silva, Nora Sintini, Diego Biader Ceipidor, Anita Casadei, Dora Contessa, Simone Galizia, Rupert Henes, Muaz Islam Jarif, Serena Mancini, Liam Mastrota, Valerio Mirzabeyk Torkaman, Livio Orlandi, Lorenzo Pietravalle, Clio Piras.
Direzione artistica: Giuliano Riccardini
Progetto coordinato da: Associazione Variabile
Scritto, diretto e interpretato da:
Classe VA – Regina Margherita
Carlo Argenti, Riccardo Bandiera, Tommaso Ciancamerla, Irene De Angelis, Flora Emmolo, Elettra Epifani, Giacomo Milesi, Cicero Pereira, Matilde Scirocco, Marlon Spin, Riccardo Bandiera
Classe VB – Regina Margherita
Riccardo Attanasio, Duccio Ballico, Annie De Angelis, Flavio De Angelis, Maddalena Facioni, Lida Montali, Caterina Pallini, Diego Piras, Diego Prosatore
Classe VA – Badini
Sofia Tommasi, Diana Rossini, Emma De Michele
Classe VB – Badini
Claudia Artuso, Lapo Vietti
Direzione artistica: Simone Amendola
Assistente e interprete de La Creatura: Simone Mancini
Collaborazione: Floriana pinto
Post-produzione video: Simone Amendola, Lorenzo Conte
Un cortometraggio: Blue Desk
Scritto, diretto e interpretato da:
Anita delle cave, Gian Paolo menicucci, Giovanni fiorini levatini, Fares cassabgi, Francesca d’angelo, Anita grisolia, Elena insegna, stella lu giordano, Matteo Giovanni inzerilli, Anita Celentano, Arianna Sabatini, viola rumori, Nicola frego mazzapioda, Gea ordine.
Direzione artistica: Simone Amendola
Assistente e interprete de La Creatura: Simone Mancini
Collaborazione: Floriana pinto
Post-produzione video: Simone Amendola, Lorenzo Conte
Un cortometraggio: Blue Desk
Scritto, diretto e interpretato da:
Anita delle cave, Gian Paolo menicucci, Giovanni fiorini levatini, Fares cassabgi, Francesca d’angelo, Anita grisolia, Elena insegna, stella lu giordano, Matteo Giovanni inzerilli, Anita Celentano, Arianna Sabatini, viola rumori, Nicola frego mazzapioda, Gea ordine.
Direzione artistica: Simone Amendola
Assistente e interprete de La Creatura: Simone Mancini
Collaborazione: Floriana pinto
Post-produzione video: Simone Amendola, Lorenzo Conte
Un cortometraggio: Blue Desk
Scritto, diretto e interpretato da:
Anita delle cave, Gian Paolo menicucci, Giovanni fiorini levatini, Fares cassabgi, Francesca d’angelo, Anita grisolia, Elena insegna, stella lu giordano, Matteo Giovanni inzerilli, Anita Celentano, Arianna Sabatini, viola rumori, Nicola frego mazzapioda, Gea ordine.